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Le 20 società calcistiche con i fatturati più alti a livello mondiale hanno generato ricavi pari a 7.9 miliardi di Euro nella stagione 2016/17, con una crescita del 6% rispetto alla rilevazione dello scorso anno: ecco quanto emerge dal report Deloitte Football Money League, giunto ormai alla sua 21° edizione. A sostegno della crescita dei ricavi c’è un driver fondamentale: i diritti radiotelevisivi, che rappresentano il 45% delle entrate totali dei club presenti nella Top 20.

 

 

Lo United si conferma in vetta ma in extremis.
La classifica 2018 è guidata dal Manchester United, che bissa il successo della passata edizione e si classifica primo anche quest’anno, distanziando il secondo classificato Real Madrid con il margine (€ 1,7 milioni) più scarso nella storia della Money League. La vittoria dello United contro l'Ajax nella finale di UEFA Europa League della scorsa stagione è stata determinante ai fini della classifica Deloitte, in quanto il club inglese ha ricevuto un premio di € 44,5 milioni dalla UEFA, importo quattro volte superiore a quanto ricevuto dall'Atletico Madrid, vincitore dello stesso titolo nel 2011/12: un numero che sottolinea gli sforzi profusi dalla UEFA negli ultimi anni per rendere l'Europa League più appetibile per i club e interessante per gli spettatori.

Dan Jones, partner di Deloitte Sports Business Group, commenta: "Il calcio europeo continua a prosperare finanziariamente, con quasi mezzo miliardo di euro di crescita dei ricavi per i primi 20 club della Money League. L’edizione di quest’anno è stata resa particolarmente avvincente dal duello per il primo posto tra Manchester United e Real Madrid. La capacità dello United di mantenere la prima posizione è stata impressionante tenendo conto dell'indebolimento della Sterlina contro l'Euro”.

 

Juve prima tra le italiane. Cresce l’Inter, entra il Napoli. Fuori Milan e Roma.
La Juventus guida le italiane occupando il 10° posto in classifica per il quarto anno consecutivo, trainata da un aumento dei ricavi di 20 punti percentuali. Key driver per i bianconeri, oltre alla vittoria del sesto scudetto consecutivo, è stato l’ottimo piazzamento ottenuto in Champions League, che, con l’accesso alla finalissima di Cardiff, ha consentito al club di riscuotere un premio di € 110,4 milioni dall’Uefa. Consolidare la presenza nella Top Ten della Money League potrebbe tuttavia rivelarsi difficile per la Juventus nei prossimi anni. Per colmare il gap, il club bianconero avrebbe bisogno di riconfermarsi tra le prime della classe nelle competizioni europee: un obiettivo che, per essere raggiunto, necessita di un successo sul campo contro il Tottenham. Gli inglesi, prossimi avversari della Juventus in Champions, sono all’undicesimo posto della Money League, solo un gradino più in basso rispetto ai bianconeri.

Per la prima volta il Milan non è presente in Top 20 mentre l’Inter scala la classifica di quattro posizioni raggiungendo il 15° posto grazie a uno straordinario aumento di 75,2 milioni di euro (137%) dei ricavi commerciali, registrato a seguito dell'acquisizione della società da parte del gruppo cinese Suning nel giugno 2016. Le buone prestazioni conseguite in Europa, invece, sono state il volano del successo del Napoli, unica new entry italiana di quest’anno, che ha ottenuto il 19° posto mentre la Roma esce dalla Top20. L’accesso agli ottavi di finale di Champions League ottenuto nella stagione 2016/17 ha generato un aumento del 51% dei ricavi da diritti televisivi, pari a 147 milioni di euro, più delle intere entrate del club partenopeo nella stagione 2015/16.

L’accesso e le performance nelle Coppe Europee si confermano dunque il principale motore per la crescita dei club in termini di revenue: si tratta di una ghiotta occasione per le squadre italiane che, se da un lato ottengono ricavi da diritti televisivi inferiori rispetto ad altre Top League, dall’altro potranno contare, dalla prossima stagione, sull’innalzamento - da tre a quattro - del numero di società ammesse alla prossima edizione della Champions League.

 

Dominio inglese sulla Money League
In termini di fatturato, è la Premier League inglese la regina dei campionati, piazzando dieci squadre tra le prime 20 nell’edizione 2018, diventando così il campionato più rappresentato nella storia della Money League. Il Southampton (18°) fa il suo debutto in classifica, mentre il Manchester City si consolida tra i primi cinque club e il Leicester City sale di sei posizioni piazzandosi al 14° posto. L'Arsenal scavalca il Paris Saint-Germain e si porta in sesta posizione, mentre Chelsea e Liverpool restano stabili, rispettivamente all’ottavo e al nono posto, con il West Ham United in 17esima posizione ed Everton fanalino di coda della Top 20.

 

Fonte: Deloitte.com

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